Diciassette momenti di primavera

Diciassette momenti di primavera (Tatiana Lioznova, URSS, 1973)

Diciassette momenti di primavera è una miniserie tv in 12 puntate per la regia di Tatiana Lioznova, andata per la prima volta in onda nell’ex Unione Sovietica nell’agosto del 1973. La serie televisiva racconta la storia di una spia russa che si infiltra nella Germania Nazista nei primi mesi del 1945, quando la seconda guerra mondiale è giunta ad un punto di svolta.

La serie è visibile in lingua originale su YouTube, ed è la risposta russa al britannico James Bond, la spia delle spie nata alla corte della regina nel 1962 con il primo film di una lunga serie: Licenza di uccidere, dalla penna di Ian Fleming e il volto di Sean Connery.

La storia made in U.R.S.S. si basa invece su un romanzo di Semyonov e vede in veste di protagonista l’attore Vjaceslav Vasil’evic. Il racconto sviluppa le vicende di Maxim Isaev, una spia russa che, sotto copertura e il falso nome di Max Otto von Stierlitz, si introduce nella Germania nazista del 1945.

La sua missione principale, da agente infiltrato, è quella di contrastare l’operazione Aurora, anche nota come operazione Crossword: nome in codice assegnato alle trattative segrete intraprese dal generale delle SS Karl Wolff e dall’agente statunitense Allen Dulles, con lo scopo di negoziare la resa separata delle forze tedesche schierate in Italia del nord e delle forze fasciste collaborazioniste, favorendo così un rapido passaggio dei poteri nelle mani degli Alleati.

L’operazione Aurora non ebbe successo e la rese venne firmata solo il 29 aprile del 1945, la storia ci racconta ancora che i sovietici furono esclusi dalle trattative, provocando un acceso scambio epistolare tra Stalin e Roosevelt, le presunte trattative segrete alle spalle dell’Unione Sovietica aprirono le porte al nuovo clima post-bellico. La serie tv ( e forse altre fonti storiche da verificare ) ci raccontano invece che i sovietici e i loro servizi partecipare comunque all’operazione.

La miniserie andata in onda nell’agosto del 1973 in tutta l’ex URSS, divenne un vero è proprio cult. Le cronache dell’epoca raccontano di ascolti da record e anche di un particolare calo dei crimini durante la messa in onda delle puntate, forse dovuto al fatto che anche i criminali guardavano la serie. Tra i più grandi appassionati di Diciassette Momenti di Primavera ricordiamo su tutti Breznev, segretario generale del PCUS dal 1964 al 1982, e l’allora ventunenne Vladimir Putin

La miniserie avrebbe appassionato così tanto Putin da creare in lui il mito dello spionaggio e caricare la molla per farlo entrare tra le fila del KGB, il documentario Putin- L’ultimo zar, racconto bene questo passaggio nella vita del presidente russo.

Particolarmente apprezzata, nella serie tv, è la colonna sonora di Tariverdiev, con il delicato preludio al pianoforte che commenta un volo di uccelli sopra lo sguardo contemplativo di Stierliz mentre si aggira tra i suoni di un bosco primaverile. Nell’incipit di Diciassette Momenti di Primavera i cinefili potranno notare l’appassionato omaggio al cinema di uno dei più grandi maestri della settima arte: Andrei Tarkovskij.

Diciassette momenti di primavera

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