Notturno Indiano

Antonio Tabucchi, Notturno Indiano (1984).

Vagando alla ricerca di nuove sensazioni, sono andato a ripescare nella biblioteca di casa un piccolo libro dalla brossura scura. In copertina una foto che riproduce una piccola miniatura su pergamena di Kamāl ud-Dīn Behzād, un pittore persiano del XV secolo. E’ uno di quei romanzi brevi editi dalla Sellerio, il numero 93 della collana “La memoria”. Un libro tante volte preso tra le mani e poi riposto, ma ieri finalmente letto, veloce, tutto in un fiato: Notturno indiano. Il suo autore è Antonio Tabucchi. Scrittore toscano, nato a Pisa nel 1943.

Uno scrittore che si inserisce molto bene nella nostra filosofia. Uno scrittore che spesso ha messo il viaggio e la scoperta dei luoghi al centro della sua poetica.

“Un luogo non è mai solo ‘quel’ luogo: quel luogo siamo un po’ anche noi. In qualche modo, senza saperlo, ce lo portavamo dentro e un giorno, per caso, ci siamo arrivati.”.

Notturno Indiano è appunto un viaggio, la scoperta di un luogo: L’India e le sue sensazioni.

Antonio Tabucchi è stato docente di letteratura portoghese a Genova. Conosciuto in Italia anche per il sottile filo che lo collega al poeta portoghese Fernando Pessoa. Un altro grande autore, quello che con la sua scrittura ti porta dentro a Lisbona e del quale Tabucchi è stato abile e fedele traduttore.

Antonio Tabucchi scrive Notturno Indiano nel 1984. Un racconto che ci parla e ci smuove attraverso 12 scene che percorrono l’India, un paese ancora lontano e misterioso. Un romanzo che è ricerca, pretesto e incontro. Come in gran parte dei sui romanzi la trama, sorretta da una profonda abilità, si dipana attraverso il linguaggio per diventare pretesto di esplorazione nell’animo umano e nella sua condizione. Notturno Indiano si legge partendo dalla ricerca di un amico scomparso, per poi andarci a confondere, man mano che il protagonista compie le sue tappe. Da Bombay a Goa, attraverso hotel, ospedali, Madras, treni, racconti di altri.

Un viaggio che diventa percorso di scambio tra la vita e la finzione narrativa.

Notturno Indiano come ci dice lo stesso Antonio Tabucchi è un viaggio che diventa insonnia. Un luogo topografico, come una guida in 12 tappe attraverso il Notturno alla ricerca di un’ombra. Da consigliare a tutti gli amanti dei percorsi incongrui, per chi ama farsi stupire dal gioco ironico, lasciandosi cullare nello smarrimento dell’assurdo e la forza evocativa di intense sensazioni.  

Antonio Tabucchi è morto a Lisbona nel 2012. Nel 2010 ci ha ancora regalato un bellissimo libro: Viaggi e altri Viaggi.

“Sono un viaggiatore che non ha mai fatto viaggi per scriverne, cosa che mi è sempre parsa stolta. Sarebbe come se uno volesse innamorarsi per poter scrivere un libro sull’amore”.

Notturno Indiano

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...